Finocchiaro Ikea

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Le noterelle di alagrim


In margine alle foto del gesto cavalleresco della scorta


della On.le Anna Finocchiaro all’Ikea

(26.04.2013)

Non ci interessa parlare, qui, delle ormai più che note foto della On.le Finocchiaro, all’Ikea, con i carrelli spinti da alcuni uomini della scorta (foto che ci rifiutiamo di riportare per un senso di stile deontologico). Né vogliam parlare dell’utilità o meno delle scorte, delle concessioni che se ne fa, del numero o di altro, ma semplicemente dell’uso “improprio” di scorte personali che talvolta ci è capitato di vedere.
Ci preme ribadire, a totale discolpa degli “scortati” che un “clic” fotografico illustra soltanto una situazione particolare ed eccezionale e non, la norma.
Dicasi ciò, anche a difesa della dignità ed onorabilità del Personale delle Forze dell’Ordine preposto a tale compito d’Istituto.
Ciò detto e con chiarezza ribadito, nel contempo preme esprimere il proprio imbarazzo nel vedere alcuni di questi scatti fotografici di cui sopra, anche se si riconosce che talvolta trattasi di veri e propri scatti di gossip e non di denuncia e sempre contrassegnati da rarissima, episodica frequenza.
Al cittadino, al quale è a cuore la dignità del poliziotto, come quella dello scortato – che di certo è a rischio, per essersi adottata tale misura  – al cittadino comune, dicevamo, però, fa male vedere a cosa si riduce, talvolta, simile misura precauzionale. E le foto sono più che eloquenti, anche se – ci piace ribadirlo – rappresentano  situazioni particolari ed eccezionali.
Vogliamo pensare – e lo pensiamo, perché senz’altro è così! – che l’episodio dell’Ikea e quello che riportano le famose foto, sia stato solo e soltanto un puro e semplice atto di personale galanteria degli agenti di scorta dell’On.le Anna Finocchiaro, quando, all’uscita dall’Ikea, si sono adoperati nell’aiutarla a trasportare gli ingombranti acquisti fatti. E crediamo fermamente che qualsiasi uomo che avesse visto una signora sola in quella situazione, avrebbe offerto il proprio aiuto.
Come del resto, non ci saremmo strappati i capelli dal capo se, ai tempi del premierato del prof. Monti, quando egli si trasferiva da Milano a Roma in treno, con borse e trolley pieni di documenti, qualche agente della scorta lo avesse gentilmente aiutato prendendogli il bagaglio nel salire o scendere dal treno, tenendo presente l’ormai avanzata età del suddetto signore!
Ma due cose ci vengono quasi prepotenti alla mente: la prima è che, essendo orgogliosi della dignità dei Corpi delle Forze dell’Ordine, come così pure, di quella dei singoli appartenenti, la nostra sensibilità, a vedere le foto in oggetto, ne ha sofferto e non poco, dobbiamo confessarlo.
L’altra cosa che ci viene in mente al riguardo è una nostra preoccupazione e vorremmo presentarla.
Ma siamo sicuri che questi pur bravi agenti di scorta, impegnati quella volta ad aiutare il trasporto di ingombranti acquisti, nel malaugurato caso in cui avessero avuto bisogno, all’improvviso, di tornare al loro primario compito, avrebbero, poi, avuto la possibilità di celermente tirar fuori gli attrezzi del loro mestiere ed usarli convenientemente?
E ci chiediamo… con quali mani, visto che entrambe erano impegnate anche se in pur nobile, cavalleresco compito?
Ecco, questo vuole essere solo un nostro, anche se ingenuo, interrogativo.

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