NOI che…

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NOI che…

(06.10.2008) 

… eravamo così !
(A tutti quelli che… ci sono stati)…

Noi che
la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento’.

Noi che
ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini’.

Noi che
i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando
il piede cresceva.

Noi che
chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che
il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che
suonavamo al campanello per chiedere se c’era
l’amico in casa.

Noi che
dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che
giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola) e quella con l’acca era Haiti e poi quello che veniva dopo era fregato, che non ce n’erano altre e andava “sotto”.

Noi che
ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.

Noi che
ci divertivamo anche facendo Strega comanda colori.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.

Noi che
al cine usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (di Walt Disney).

Noi che
sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.

Noi che
le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.

Noi che
ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che
si andava in cabina a telefonare.

Noi che
c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che
andavamo a letto dopo il carosello.

Noi che
suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che
ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso e più eri figo.

Noi che
la Barbie aveva le gambe rigide.

Noi che
nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che
quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che
a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che
se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.

Noi che
se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che
le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che
il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che
si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che
se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che
sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.

Noi che
il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.

Noi che
se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni e non le donne nude.

Noi che
abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.

Noi che
l’unica merendina era il “Buondì Motta” e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.

Noi che
all’oratorio le caramelle costavano 5 lire.

Noi che
si suonava la pianola Bontempi.

Noi che
la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren, Prost, la Williams, Mansell, la Lotus, Senna e Piquet e la Benetton, Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!

Noi che
guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 Base Lunare Alpha.

Noi che
il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.

Noi che
nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di latta di quando eravamo piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in gola.

Noi che
le nostre mamme mica ci hanno visti in anticipo con l’ecografia.

Noi che
siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e quando ce le ricordiamo, sorridiamo e…  ci commuoviamo.

Noi che
siamo stati queste cose e gli altri non sanno cosa si sono persi!!

Questa è la nostra storia…

(arrivata in redazione, come “catena”, dalla Lettrice Lucia Luceri di Bologna).

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