Il tabaccaio che ha sparato al ladro uccidendolo

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Il tabaccaio che ha sparato al ladro uccidendolo

Quello che più ha toccato l’opinione pubblica è stata la “sfrontatezza” con la quale hanno agito i malviventi

(29.08.2008)

Uno in gamba soleva dire che “non bisogna mai lasciare spazi vuoti, perché è fatale che vengano occupati da altri”!

Se alla quasi assenza ormai endemica dello Stato in alcuni gangli delle nostre comunità urbane, nonostante gli sforzi sovrumani ad opera delle nostre Forze dell’Ordine -gli eroici uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri, da sempre sott’organico e sempre più privi di mezzi, visto come sono, ad ogni legge finanziaria, decapitati i fondi per la Sicurezza- vi aggiungiamo la esasperazione dei cittadini ormai giunti al culmine d’ogni sopportazione umana e che ormai si sentono sbattuti in prima linea e senza difesa alcuna, Signori, divengono fisiologici e, peggio, prevedibili, i fatti di tragica cronaca, come quello accaduto nella tabaccheria di Aprilia (Latina), ove il titolare ha sparato, uccidendolo, uno dei ladri che lo stavano derubando della merce.

Se le leggi ci sono e se come abbiamo detto le Forze dell’Ordine vanno ben più oltre del loro dovere, vuol dire -è innegabile- che bisogna guardare altrove, per potervi porre rimedio.

L’altrove crediamo sia dovuto- e lo asseriamo senza timore di smentita perché i fatti sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti- alle leggi italiane che sono informate a principi di massimo garantismo, oltre il consentito, pensiamo!

La nostra Magistratura, una delle più preparate e figlia di una Scuola di Diritto che vanta una tradizione bimillenaria, non può fare a meno che applicare con scrupolo i codici con i quali è chiamata ad operare.

E’ questo intrecciarsi di situazioni che porta alla situazione presente: un eccessivo obbligato garantismo da parte della nostra Magistratura, dovuto alle leggi vigenti e mancanza di adeguati mezzi per la stessa Magistratura e per le Forze dell’Ordine.

Ergo, detta in termini poveri, “alla uomo della strada”, diciamo, la Polizia li acchiappa, la Magistratura è costretta a metterli fuori, di nuovo in circolazione, il tutto lievitato da mancanza di Personale e mezzi che favoriscono la tardiva celebrazione di processi, decorrenza di termini e così via.

Nonostante, quindi, l’impegno e la preparazione di Magistratura e Forze dell’Ordine, si aprono grosse falle nelle maglie della difesa della legalità e dei cittadini. E capita spesso che il povero padre di famiglia si trovi faccia a faccia con il malvivente di turno che pericolosamente lo minaccia. E allora è naturale che in quegli attimi possa facilmente andare in corto circuito la nostra razionalità e…s’imbraccia il fucile da caccia caricato a pallini e si spara nel buio!

Ma ecco che come un falco piomba la legge italiana, la più garantista che c’è, che vieta ad un cittadino l’elementare diritto di potersi difendere.

E questo i delinquenti lo sanno!!!…

E tra il malvivente e l’altro che intende giustamente difendersi, quello che c’ha torto, quello che diventa il delinquente di turno, è la vittima: viene arrestato, va sotto processo, spesso viene condannato!

Allora, se le Forze dell’Ordine fanno più del loro dovere fino all’abnegazione, e la Magistratura è quella migliore sotto il profilo della preparazione, i meccanismi che inceppano il sistema rimangono, per esclusione, due: codici inadeguati, ormai, per la evoluzione (o involuzione?…) della Società, e quindi da mettere al passo con i tempi; maggiori fondi, sia per mezzi che organico, a Magistratura, Polizia, Carabinieri.

Insomma, Signori, non siamo, né voi né noi, a dover dire come si debbano riformare i Codici per portarli al passo dei tempi e per fronteggiare le nuove tendenze della delinquenza, divenuta sempre più audace, anzi sfrontata, ma un fatto è certo: così non si può andare avanti e ch’è tempo che il “Palazzo” finalmente ascolti la “piazza”. Perché se è successo quel ch’è successo, statene certi ch’è anche colpa del Palazzo, per troppo tempo in un silenzio operativo che sa quasi di connivenza.

Non si può e non si deve lasciare un cittadino a dover difendere da solo, i propri beni, il proprio negozio -dove con la collaborazione di tutta una famiglia ci si guadagna con fatica la giornata, e fossero i tabaccai!- la pelle propria e dei propri cari.

Perché, vedete, il fatto quasi nuovo che ha sconvolto l’opinione pubblica, non è stato il fatto in se stesso che non è purtroppo nuovo negli annali della “nera”, ma è stata la “SFRONTATEZZA” dimostrata dai malviventi, durante la consumazione del furto.

E a ragione abbiam parlato di sfrontatezza, perché detti malviventi, a volto scoperto ed incuranti delle telecamere di sorveglianza -e in ciò s’intravede a quanta sicumera porti la permissività delle leggi italiane- una volta scoperti dal tabaccaio, gli hanno inibito di scendere dall’abitazione soprastante il negozio, minacciandolo, in caso contrario, di sparare a lui e alla sua famiglia.

Del fatto, quindi, colpisce la sfrontatezza e l’arroganza della sfida che i malviventi, quella notte, hanno portato al tabaccaio, ma anche, in piccolo, alla Giustizia ed alla Società.

Questo ha colpito l’opinione pubblica!

Sono state stravolte, diciamo, le… “regole” della malavita comune d’un tempo, i cui uomini tentavano il furto, ma una volta scoperti pensavano solo a fuggire.

E non si pensi che ci turbi la nazionalità dei malviventi.

Eduardo diceva che ” ‘o mariuolo, ‘o malomme nun è napulitano o italiano, è… internazionale”!

Non c’interessa ricordare la nazionalità dei malviventi del “fatto” di Aprilia: siano essi finnici o papuasici, è ora di dire basta, ma con i fatti, ad un simile sistema di vivere civile che civile non è.

E’ tempo di dire basta, anche se in barba alla tradizione bimillenaria del nostro Diritto! Perché talvolta non paga, usare la civiltà contro la barbarie. Leggi a tolleranza zero, adatte a questi tempi, sono urgenti per il nostro Paese, ad evitare che sì, si applichi, come avvenuto, la legge del West, ad evitare che un padre di famiglia debba imbracciare un fucile, ultima spiaggia per difendere il frutto della sua fatica quotidiana ed i propri cari.

Perché Signori, sappiate che quel ch’è successo al tabaccaio di Aprilia può capitare a tutti! Anche a voi!

No, non è giusto che un lavoratore vada la sera a coricarsi giusto ed onesto e debba svegliarsi di colpo, all’alba, un delinquente.

I codici diranno quel che diranno, la Legge pure, ma…NON E’ GIUSTO!

E che non sia giusto non lo dice il Codice che forse può sbagliare, ma lo dice la gente, l’uomo della strada, i cittadini, l’opinione pubblica, il popolo.

E il Popolo, di solito, non si sbaglia mai!

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