SE FOSSI IO CAPO DEL GOVERNO…

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Nello Cuzzola con Anthony Cormaci

SE  FOSSI  IO CAPO  DEL  GOVERNO…

Ecco la ricetta per l’ammalata Italia

di Alfredo Labate Grimaldi (19.03.2008)

L’On.le ICS IPSILON, settant’anni e da quaranta seduto in Parlamento, più volte ministro e sottosegretario di vari governi, intervenendo ad una assemblea di cittadini ha solennemente dichiarato: “BISOGNA DIRE BASTA A QUESTE… SACCHE DI SOTTOSVILUPPO BLA… BLA… BLA… BISOGNA INTERVENIRE STRUTTURALMENTE… BLA… BLA… BLA IL PAESE VA GOVERNATO METTENDO IN LUCE… BLA… BLA… BLA LEVANDO DAL BUIO LE PROBLEMATICHE DELLA PESEUDOSOSTENIBILITA’… BLA… BLA… BLA… GUARDANDO AL  PROBLEMA IN… NUCE… EXTRAPOLANDO DAL SOTTOBOSCO OPERATIVO L’INTER… BLA … BLA… BLA ATTIVITA’ DELLE FORZE GIOVANILI E PERSEGUENDO UNA POLITICA IPERSINERGICA REDDITUALE A SCAPITO DI QUELLA DELLE RENDITE DA CAPITALE, INVESTENDO IN RICERCA SVILUPPO… BLA… BLA… BLA… DELLE AREE SOTTOSVILUPPATE BLA… BLA… BLA… E  DANDO LAVORO A TUTTI… BLA… BLA… BLA ED ABBASSANDO LE TASSE… BLA… BLA… BLA ANZI… COMPLETAMENTE ELIMINANDOLE… BLA… BLA… BLA…”.

Ora, siamo seri, invece, e vediamo non  discorsi pieni del nulla, ma sentiamo l’Italia: quella VERA, quella… migliore!
Abbiamo toccato diversi punti dell’Italia, avvalendoci di nostri corrispondenti.
Siamo Stati in Sicilia, in Calabria, a Roma, in Emilia, a Venezia, a Torino, in Lombardia.
Alle nostre domande ha risposto una fascia variegata di età, sesso, stato sociale.
Abbiamo proposto loro un gioco: “se Lei fosse catapultato d’improvviso a Palazzo Chigi, a governare L’Italia, quale provvedimento prenderebbe, come primo atto?”.
Si è sollecitata, poi, una soluzione al fenomeno che porta l’Italia ad avere gli stipendi più bassi d’Europa e ed i prezzi, invece, più alti.
Abbiamo evidenziato ai nostri intervistati il male endemico dell’Italia: i Direttori d’Orchestra cambiano, ma la musica è sempre la stessa; ed abbiamo domandato quale particolare… virus sia il responsabile di ciò.
Per ultimo abbiamo invitato i nostri interlocutori a dirci se si sentono rappresentati dai nostri parlamentari e cosa possa farsi, perché la voce della “piazza” raggiunga il “palazzo”.
Infine, abbiamo dato ampia facoltà di esporre il proprio pensiero sul “problema politica” in Italia.

Vediamo le risposte

Anthony Cormaci intervista il prof. CuzzolaDal giornalista Anthony Cormaci di Reggio Calabria, abbiamo ricevuto le seguenti interviste:
 
Prof. NELLO CUZZOLA (Anni 52 – Docente di pittura Accademia Belle Arti RC
1) Togliere tutte le raccomandazioni. Dare spazio solo alla meritocrazia.
2) Applicando uno stretto calmiere di tutta la filiera dei prodotti
3) Stesse facce per troppi anni. Mandato per una sola legislatura.
4) Referendum per intervenire concretamente. Eliminazione dell’immunità parlamentare.
VUOL AGGIUNGERE QUALCOSA, PROFESSORE,  PER QUANTO CONCERNE LA CULTURA?
Incentivare la politica di sostegno della cultura in genere e dell’arte in particolare.

VINCENZO C. (Anni 42 – ingegnere progettista)
1) la sicurezza nelle città con tolleranza zero per ogni forma di delinquenza.
2) adeguare gli stipendi,  periodicamente ma soprattutto contenere i prezzi con il massimo rigore.
3) il maggior male dell’Italia è secondo me, l’incoscienza dei politici e di chi vota senza valutare i meriti dei candidati.
4) Come avvicinare il cittadino al “palazzo”? Usare gli strumenti istituzionali: referendum, comitati, denunce, etc.

STEFANIA R. (Anni 26 – Dipendente Azienda Edile)
1) Per me, il primo atto di governo dovrebbe essere quello di difendere il potere di acquisto dei cittadini.
2) Per la politica prezzi, controllare severamente tutti i “passaggi” dal produttore al consumatore, garantendo un giusto guadagno e perseguendo le speculazioni.
3) Secondo me, il maggior male è il pressappochismo in ogni attività.
4) I parlamentari hanno l’obbligo di tutelare i cittadini. Bisogna votare solo coloro che si attengono a questo basilare principio.

REGINA MARIA MAGRO (Anni 56 – Intermediario Assicurativo)
1) Garantire i posti di lavoro.
2) Per i prezzi, effettuare una sana politica di calmiere.
3) Troppo consumismo, il male dell’Italia.
4) Diminuire il numero dei parlamentari e limitare i privilegi loro concessi perché ritengo che la maggioranza dei parlamentari non tuteli al massimo gli  interessi della collettività come loro dovere.

F.A.F (Anni 37- pubblicitario)
1) Maggior controllo sulle tasse e sugli sprechi.
2) Controllo evasione fiscale e quindi minore pressione fiscale e trattenute. Rigoroso controllo sulle aziende che fissano i prezzi.
3) Cambiare la “Casta” e garantire la sicurezza ai cittadini.
4) Maggiore rappresentatività. Non  devono essere i partiti a scegliere i candidati ma i cittadini.

Ci spostiamo in Lombardia

Roberta I, 43 anni, impiegata di Cologno Monzese
1) Metterei a punto una politica che salvaguardi/tuteli  innanzitutto la famiglia e il lavoro e in seconda posizione provvedimenti atti a far pagare le tasse equamente ma a tutti!
2) A mio avviso solo ed esclusivamente mediante un rigoroso controllo dei prezzi al dettaglio praticati dai commercianti
3) I politici dovrebbero essere spinti da un puro e sincero spirito… non di guadagno e prestigio ma di tutela del popolo cui appartengono. Bisognerebbe limitare i guadagni e i privilegi dei politici… ma di parecchio in modo tale che la poltrona non faccia più gola ai tanti che intraprendono quella carriera solo ed esclusivamente per i propri interessi personali e di arricchimento.
4) Bisognerebbe cambiare il sistema elettorale in modo tale che al governo salgano precisamente le persone che sono state votate con la maggioranza.

Silvia Muzzarelli di Milano
1) Assicurerei la certezza della pena a chi viene giudicato colpevole di reato. 
2) Multando i negozianti e costringendoli ad abbassare nuovamente i prezzi dei prodotti.
3) I privilegi di cui godono attualmente tutti coloro che gravitano in ambito politico.
4) Costringerli a dimettersi nel caso in cui non mantengano le promesse; nel caso in cui vengano giudicati colpevoli di un qualsiasi reato; nel caso in cui facciano sfigurare moralmente il Paese.

Non abbiamo dimenticato, nella nostra inchiesta, di dare voce anche ai cittadini della fascia giovanile.

Studentessa Scuola Media Superiore di Bologna
1) Al Capo dello Stato  chiederei di poter formare un Governo Tecnico con gli uomini migliori, dove possibile non politici e di qualsiasi credo.
2) Per i prezzi, allenterei la stretta fiscale, effettuerei il recupero sulle spese del “pubblico” riducendo senza pietà tutte le spese (ministri – Presidenza della Repubblica – Uffici pubblici – ecc.) creando un fondo speciale per i disoccupati per 10 mesi, ridurrei il numero dei ministri,  continuerei strenuamente la lotta all’evasione ed altre iniziative ma ben ponderate e studiate con gli specialisti “veri”.
3) Il male dell’Italia è una certa decadenza morale ed etica: bisognerebbe studiare un piano a lungo termine per riportare AL CENTRO (non solo politico) i valori fondamentali.

Giovanni N. (Modena) già dirigente bancario
1) Come primo atto di governo, incentiverei l’aumento dei salari e stipendi più bassi . Intensificherei la lotta all’evasione con pene più severe.
2) La Germania del dopoguerra uscita distrutta ha presto irrobustito la sua economia istituendo una vera libera concorrenza. Attuale, il libro dell’allora ministro dell’economia tedesco Ludwig Erhard:”Benessere per tutti”.
3) Circa il rinnovo della classe politica, escluderei dalle candidature chi già ha avuto un seggio in Parlamento. Escluderei dalla candidature chi è inquisito dalla magistratura ed a maggior ragione i condannati.
4) Bisognerebbe emanare regole di etica per tutti i politici e regolare i conflitti di interessi… Ma, anzitutto, bisognerebbe apportare alla Costituzione gli aggiornamenti necessari perché i
punti precedenti  possano trovare attuazione.
Tutto questo potrebbe essere pura teoria se non si rinnova, con nuove leve, la politica.

Antonella Vinci, casalinga di 49 anni di Turate (Como)
1) Come primo atto di governo, manderei a casa tutti quelli che stanno al potere ricominciando da zero.
2) Per i prezzi, andrei a monte del problema: chi ruba? Per quante mani di troppo passano i prodotti?
E per la disonestà per pare essere imperante… una “rivoluzione etica”!!!!!!!!

Andrea Emiliani Colasanti – anni 49 – Roma
1) Prima cosa: riforma della Legge elettorale, al fine di offrire al Paese una maggioranza degna di tale nome… Probabilmente con uno sbarramento non inferiore al 6/8 %, al  fine di eliminare il potere ricattatorio dei partitini, come vengono detti abitualmente. Poi di cose ce ne sono tante, ma se non si cambia la legge per le elezioni, mi sa che una stabilità politica non si avrà mai e senza quella, è inutile fare grandi ragionamenti… Sarebbe ora di mandare a Palazzo Chigi uno Statista, non un politicantucolo, indipendentemente dalla sua area politica.
2)Questione prezzi: non sono un economista, ergo non entro nel tecnico, ma certamente andava fatto un controllo maggiore all’entrata dell’ Euro. Ora come ora, confesso che non saprei come cavarmela, nella situazione di cui sopra… Magari ai ministeri tecnici, forse sarebbe il momento di metterci dei tecnici veri…
3) Credo che di mali l’Italia ne abbia diversi, ma se ci limitiamo alla questione del succedersi quasi ridicolo, oltre che risibile, laddove non fosse tragico, dei governi, una risposta la si potrebbe trovare proprio nella scarsa attitudine dei politici attuali al concetto di servizio dello Stato.
4) Rappresentanza dei cittadini in Parlamento: credo che la prima domanda e la mia  prima risposta contengano già in fieri il concetto per rispondere a questa. Comunque, se ci fossero meno Grilli per la testa degli italiani e si andasse a votare con maggiore coscienza, premiando e punendo i politici per i loro risultati, forse saremmo già un passo avanti.. Facciamo un scommessina? Jervolino e Bassolino rieletti alla prossima tornata, più o meno con le stesse percentuali di elettori. Salvo non vengano salvati prima con qualche seggio europeo o collegio senatoriale “blindato” o magari con una poltrona incompatibile con la carica di deputato, ma altrettanto… onorevole. E ho fatto solo due nomi, relativi alla Campania… Per amore e carità di Patria, che io scrivo ancora con la maiuscola… Per cortesia!

Lucia L.  impiegata di San Lazzaro di Sàvena (Bologna)
1) Primo atto? Un governo tecnico con nuove forze e intelligenze ma non prima di aver ristabilito una nuova legge elettorale, che consenta di sapere davvero chi votiamo e quindi chi ci rappresenterà.
2) Sono urgenti ed indispensabili maggiori controlli e verifiche sul territorio nazionale e osservatori qualificati con potere di calmierare i prezzi e punire gli speculatori, senza pietà.
3) I “mali d’Italia? Mancanza totale di senso civico e amore per il proprio Paese, mancanza di onestà e serietà, clientelismo e avidità personale.
4) Come si può “aggiustare” l’Italia?  Modificare ovviamente la legge elettorale e ristabilire la meritocrazia: chi non fa deve andare a casa e subito, senza poter creare ulteriori danni al Paese e ai cittadini.
    
Da Venezia e provincia:

A.A. anni 47 operaio chimico
1) dimezzerei il numero dei parlamentari.
2) evitando il rialzo dei prezzi.
3) son sempre le stesse persone che tengono i fili,
cambia solamente lo scenario!
4) non rivotare le stesse persone.

A. M. anni 24 operaio alimentarista
1) Bisogna sostenere il decentramento
dei poteri e dare alle regioni capacità gestionali dei propri mezzi.
2) Prezzi alti e stipendi bassi? Sciopero e blocco del lavoro totale in Italia.
3) Il male dell’Italia è nella’mministrazione politica!
4) Per far sentire maggiormente la voce dei cittadini, adoperare l’arma democratica dello sciopero.

T .P. anni 47 insegnante
1) Auspicati primi atti di governo:ridistribuzione ricchezze; tassazioni adeguate, revisione regime fiscale, con una maggiore tassazione dei redditi reali alti.
2) I prezzi? Andrebbero bloccati, per un ragionevole periodo di tempo e specie quelli dei generi di prima necessità.
3) Penso che il principale male dell’Italia sia che… il potere conta più del servizio al cittadino.
4) Per far sentire maggiormente la voce della piazza, bisogna che il cittadino  partecipi di fatto e di più, alla vita politica, e ci vorrebbe un benefico bombardamento di e-mail a partiti e quotidiani.
B.S. anni28 operaio metalmeccanico
1) soluzione problemi di Napoli intervenendo di persona e continuamente monitorando la situazione…
2) tagli agli stipendi dei politici, e diminuzione del Personale addetto ai suddetti.
3) Il male dell’Italia è che crediamo in buona fede alle promesse di cambiamento della classe politica.
4) Cosa si può fare? lettere protesta ai giornali e a  tutti, sperando articoli ben evidenti.

Da Palermo, un Poliziotto di 50 anni, così risponde:
1) Innanzitutto dovrebbe essere un capo del governo “forte”; le misure da prendere sarebbero molteplici: ridare la funzione che compete alle Camere snellendole ed abbassando il numero di parlamentari e portando lo stipendio anche per loro a livello europeo in quanto risulta da indagini statistiche che siano i più pagati in Europa.
Il segretario generale della Camera da noi percepisce ben 485 mila euro, più del doppio di Napolitano e Prodi. Contro i 230 mila del collega inglese (165 mila sterline) ed i 119 mila del tedesco. Anche a livello di Comuni la musica non cambia: un segretario generale di un municipio italiano incassa circa 110 mila euro l’anno contro gli 84.300 di un tedesco In Italia un Procuratore generale in media percepisce 278 mila euro l’anno, se lavorasse in Francia si dovrebbe accontentare di 53.889 euro, 86.478 in Germania, 102 mila negli Usa e 134 mila in Gran Bretagna.
2) Istituendo un osservatorio che abbia il potere di intervenire sui prezzi. Nel 1981 il salario di un operaio si aggirava grosso modo su circa un milione di lire e l’affitto 100.000 lire. Ora lo stipendio medio è di ca. 1.000 € mentre gli affitti sono alle stelle  parte circa la metà dello stipendio solo per l’affitto. I governi dicono che ci sono meno tasse ma le tasse che hanno tolto in realtà le hanno solo trasformate in tariffe per la spazzatura, per lo smaltimento e la depurazione dell’acqua sulle quali dobbiamo anche pagare l’iva ??? stesso discorso sul metano dove ci sono tasse sulle tasse. Inoltre si dovrebbe levare l’ICI che è una imposta non su un’entrata ma su un immobile che se non produce reddito non dovrebbe essere tassato. Pertanto via l’ICI e se vogliamo dare un’entrata al Comune in sostituzione di quella imposta si aumenta l’addizionale irpef destinata al Comune: in questo modo tutti contribuiscono in proporzione al loro reddito. Tutte le tasse, le tariffe, i libri di testo, spese mediche ed altre spese debitamente documentate devono poter essere detratte dal reddito.
3) In realtà in Italia si cambia poco allora massimo due legislature consecutive e pausa. Più trasparenza nelle assunzioni.
4) Non per un fatto personale, tutti abbiamo la stessa dignità, ma come posso sentirmi rappresentato quando alle Camere siedono persone che sono inquisite? ed adesso li dobbiamo pure pagare. Niente più persone condannate a rappresentarci. Immagini disgustose come quelle trasmesse in occasione del voto di sfiducia danno un’idea al mondo intero di cosa ci sia in Italia, neanche fossimo allo stadio, quella non è libertà di espressione ma maleducazione allo stato puro!
Vuole aggiungere qualcosa  su problemi non toccati dalle domande?
Stranieri: più rigore sull’ingresso e sui permessi di soggiorno; siamo in Italia devono rispettare ed adeguarsi alle leggi, agli usi ed ai costumi nostri, non siamo noi che dobbiamo integrarci con loro ma loro integrarsi con noi se non le rispettano devono essere rispediti ai loro Paesi.
Giustizia: chi commette reati deve pagare fino in fondo non avere sconti o altri benefici: se il giudice stabilisce tre anni di detenzione tre anni devono essere.
Regioni: devono essere allo stesso livello pertanto non devono esistere regioni autonome: ossia tutte sono autonome ed i trasferimenti del reddito  devono avvenire da queste allo Stato, secondo determinate proporzioni,  e non che lo Stato pretenda che tutto venga dato a lui e poi ritrasferito alle regioni con perdita di denaro.

Giuseppina B.  52 anni,  Palermo
1) Primo atto di Governo:dimezzerei il numero dei parlamentari e dei senatori eliminando parecchi ministeri inutili ridurrei i loro stipendi portandoli a livello di un normale funzionario dello stato
creando un fondo comune con accesso limitato e gestito da una apposita commissione di controllo per le spese di governo e rappresentanza dei suddetti funzionari . si risparmierebbero parecchi milioni di euro che potrebbero essere destinati a favore dei cittadini meno abbienti.
2) Prezzi: controllo a tappeto dei prezzi dei generi di prima necessità, aumentando la produzione e l’esportazione di prodotti di qualità e aprendosi all’importazione del mercato estero che offre maggior possibilità d’acquisto. Inoltre il cittadino italiano dovrebbe imparare a spender meglio e con criterio i propri soldi.
3) In Italia il cittadino paga troppe tasse che finiscono per aggravarsi di sanzioni  non potendo esser pagate per tempo per mancanza di fondi  . il 42 % dello stipendio lo storniamo allo Stato sotto le più disparate forme di tasse che con l’aggravio delle sanzioni arriva al 50% con il restante 50% si deve pagare la casa ,il vitto , le bollette , le assicurazioni , il carburante , l’istruzione ecc ecc . STIAMO SCHERZANDO?
4) In Italia credo che siamo circa 60 milioni di cittadini, scendiamo tutti in piazza ogni volta che è necessario  e blocchiamo tutto, prima o poi dovranno starci a sentire; prendiamo esempio dai francesi che quando decidono di scioperare SCIOPERANO e non stanno un giorno a casa a farsi la vacanza. Tutte le vittorie sociali degli ultimi due secoli si sono ottenute scioperando, se il cittadino non è rappresentato da chi arrivato al potere si accomoda in poltrona, allora si rappresenti da solo insieme agli altri: si dice che l’unione fa la forza.
Aggiungerei due parole in merito  alle leggi sulla detenzione carceraria proponendo massime restrizioni per i reati contro la persona , eliminando qualsiasi tipo di beneficio e contrattazione.
E… Grazie per questa opportunità di espressione!

Antonella M. scrittrice, Bellagio (Como)
1) Provvedimenti, iniziative, proposte:
Prenderei provvedimenti per le classi più svantaggiate. Diminuirei le tasse alle famiglie che hanno una sola persona che lavora e figli a carico.
Eliminerei  le tasse sugli alimenti (erogati in caso di separazione o divorzio alla parte svantaggiata):altrimenti… che alimenti sono?
Snellirei la spesa pubblica riducendo i vari passaggi burocratici che richiedono più personale e sprechi  in denaro. I lavoratori al pubblico impiego non dovrebbero più essere degli intoccabili, se non fanno il loro dovere dovrebbero essere licenziati.
Naturalmente abbasserei gli stipendi dei politci.
Abbasserei la pensione di alcuni pensionati privilegiati. Aumenterei le pensioni  minime.
Uniformerei l’età di pensionamento non permettendo ad alcuni di andare in pensione prima del tempo. Toglierei la pensione di invalidità a tanti falsi invalidi. Aumenterei le spese sanitarie per analisi di prevenzione, esentando dal ticket i meno abbienti. Farei in modo che fossero gratuiti i farmaci per la cura di malattie prettamente femminili.

Le seguenti domande più circostanziate sono state rivolte a due giovani Romani, ad una Signora pure di Roma e ad un Signore abitante a Padova

1) Se lei fosse il capo del governo, quale sarebbe il suo primo provvedimento?
2) Poiché sono  evidenti taluni sprechi della spesa pubblica, mi dice i primi provvedimenti che prenderebbe?
3) Ha altri suggerimenti da dare?

Antonia Migliaresi intervista E.F. di RomaE. F. (anni 33) Roma
1) Se fossi il capo del governo per prima cosa renderei stabile il lavoro precario in modo che i giovani possano crearsi un avvenire.
2) Diminuirei lo stipendio dei parlamentari  e abolirei i tanti enti inutili.
3) Non lascerei inutilizzate alcune strutture (ospedali ed altro). Inoltre organizzerei meglio la sanità aumentando il personale medico e riducendo i tempi d’attesa.
A lato: Antonia Migliaresi intervista il sign. E.F.

M.M (anni 30)Roma
1) Se fossi il capo del governo, provvederei alla sistemazione dei giovani con lavori più sicuri e combatterei  le raccomandazioni nel settore lavorativo.
2) Abolirei i troppi  vantaggi dei parlamentari.
3) Diminuirei le spese per la propaganda elettorale.

A.C. (anni 80) (Padova)
1) Se fossi il Capo del Governo,  spazzerei via tutti i vecchi partecipanti   e darei spazio ad una nuova classe dirigente. Abbasserei drasticamente tutte le diarie, prebende e indennità dei membri del governo e  farei in modo che vivessero con al massimo  3000 euro lordi al mese.  Poi, abolirei le auto blu. Niente più propagande elettorali. Nessun privilegio. Inoltre, finito il mandato, i parlamentari dovrebbero tornare ai loro vecchi mestieri se ne hanno uno. Se no, ne hanno, che se ne creino uno.

P.C. (anni70)
Farei la riforma elettorale,con lo sbarramento almeno al 5% eliminando i piccoli partiti.
Metterei dei tetti allo stipendio dei magistrati.
Ridurrei il numero dei parlamentari e quello degli Enti pubblici.

Sarebbe “delittuoso”, aggiungere altro a ciò che abbiamo letto: altro che fosse “nostro”. Ci sembrerebbe di inquinare.
Ci piace lasciare, quasi come in uno “scrigno”, ed anche nella forma in cui ci sono stare rilasciate, le risposte dei nostri intervistati.
La nostra “scelta” professionale è stata quella di nulla toccare o ritoccare.
E soprattutto, non usare  infiocchettature, nastri… carte colorate.
Ma una cosa bisogna dirla: non c’è che dire… quanto distante è il Paese reale, la piazza, quello che i nostri politici quasi con disprezzo indicano come ” la gente”, dal “Palazzo”!
Si notano bisogni diversi, si vedono idee contrapposte: “loro” si parlano addosso, al massimo, tra di loro; i “CITTADINI” fanno proposte concrete!
Ci piace aver dato spazio alle persone. Con semplicità, andando per le strade, nelle fabbriche, negli uffici, nei mercati… Desideriamo continuare a fare questo: “FARVI  PARLARE”!
Vedete, più che un… “proclama di intenti”, più che un messaggio, abbiamo semplicemente voluto fare questo: porvi domande, ottenere risposte.
Questo, Lettori, vuole essere il nostro biglietto da visita, questo vuole essere la nostra presentazione.
Vogliamo dare voce a chi non ha un pezzo di carta su cui scrivere.
Ma, soprattutto, vogliamo essere, altro, altra cosa… “altrastampa”!  

Alfredo Labate Grimaldi
con i servizi e le foto di:
Antonia Migliaresi, Anthony Cormaci, Cate Massaiu, Giuseppina Billone, Lucia Luceri, Maria P.Martorana e Roberta Iorio

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