“Lunga Giornata verso la Notte”

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“Lunga Giornata verso la Notte”

Con un buon O’NEILL e una magica Anna Maria Guarnieri

di Alfredo Labate Grimaldi (05.01.2008)

E’ in cartellone quest’anno, sui palcoscenici italiani un O’Neill a tutto tondo. E così, Eugene O’Neill,  suocero coetaneo di Charlie Chaplin  (Charlot aveva un debole per le fanciulle in fiore, e ne sposò la giovanissima figlia Oona, nonostante l’immensa differenza di età, lui 54, lei 17!) ci presenta, un’opera clou del suo teatro: la “sua” “Lunga giornata verso la notte”.

Di Eugene O’Neill (1888/1953) -famosi, “Desiderio sotto gli olmi”,”Il lutto si addice a Elettra” e Nobel per la letteratura nel ’36-  la “Lunga giornata verso la notte” è spaccato autobiografico per eccellenza, quasi sommario del drammaturgo statunitense privato, che sconfina prepotentemente, come esigenza catartica, nell’O’Neill autore.

E tutti i “caratteri” della sua famiglia d’origine – il padre, attore alcolizzato, la madre, morfinomane, un fratello tubercolotico, lui stesso attore non convinto e dai tanti mestieri prima d’imboccare la strada giusta- fanno quasi da decalcomania ai “personaggi” della famiglia Tyrone, fotografata  nelle varie ore di una loro giornata, nella  casa di campagna nel Connecticut. E nei “fotogrammi”che seguono, si vive, compresso in una giornata soltanto, l’evolversi tragico di un vissuto famigliare senza più amore e sempre più sconvolgente e compromesso, ove il degrado esistenziale di ciascuno va ad intersecarsi con quello dell’altro, fino a tessere l’ordito di una disgraziata esistenza: giungendo alfine, a notte, alla messa a nudo di vecchi rancori, in una tragica ridda di mutuo rinfacciarsi, manchevolezze, egoismi, torti, debolezze, assenze, fallimenti!

Il dramma, nella traduzione di Masolino D’Amico, per la regia di Piero Maccarinelli,  e con il bravo Remo Girone e  Anna Maria Guarnieri -una delle “Signore” del Teatro italiano e non dimenticata componente della storica, gloriosa “Compagnia dei Giovani” con Falk, Valli, De Lullo, Orsini- ha avuto un doveroso, accuratissimo allestimento, attento nei particolari.

A qualcuno, la rappresentazione sembra un po’ lunga -termina a mezzanotte- e forse necessitava di una pur se lieve riduzione in qualche parte che risulta eccessivamente ed inutilmente lunga.

Abbiamo già detto di Remo Girone sui cui bravura e impegno sempre al massimo, nulla v’è da aggiungere. La sua lettura del personaggio, però,  -e certo è una scelta che va rispettata-  ci  risulta un po’enfatica ed una,  più sobria, invece, avrebbe esaltato la sua bravura ed i suoi interessantissimi registri vocali ed avrebbe reso maggior giustizia ad un Girone, eccellente attore quale tutti lo riconoscono.

Anna Maria Guarnirei… che dire!

E’ una interprete che mette sempre in forte imbarazzo i critici, perché vengon loro meno i giusti aggettivi, che siano alla altezza di tanto  talentuosa Donna di Teatro!

I “chiaroscuri” del suo personaggio sono  “lezione” d’Accademia, ma, prima, d’umanità: in lei, carinissima, dolcissima, elegante, leggiadra, con il suo particolare personalissimo fascino, inalterato negli anni!

Il suo registro di voce esalta appieno il personaggio o’neilliano di “Lunga giornata…”, ch’è donna di paure, di sussurri, di inconfessabili intimi drammi, di cose dette e non dette o dette a metà, tronche, appunto in un sussurro. Ed i “sussurri” d’alta scuola della nostra Guarnieri,  vengono pienamente condivisi nella loro suggestività.

Bravi  ed impegnati, i due figli, Luca Lazzareschi e Daniele Salvo: degna di menzione, l’interpretazione di Jemy, il figlio grande, attore di grande scuola, suffragata, peraltro, da presenza di doti naturali.

La scena, curata ed attenta, la firma Gianni Carluccio. I costumi, aderenti all’epoca, molto belli, sono di Nanà Cecchi,  le musiche di Antonio Di Pofi.

Un lavoro, per finire, che evidenzia una problematica che, purtroppo non ha tempo e per ciò è, ahinoi, sempre,  tragicamente attuale. Uno spettacolo, poi, che il costo del biglietto lo vale tutto.

Appuntamento, allora, nelle seguenti prossime “piazze”: il 5 di gennaio, ad Asti; il giorno 8, a Giulianova e il 9, ad Ortona; a Rieti, il 10 gennaio; il giorno 11 la Compagnia è a Sulmona; e per finire, gran chiusura nei giorni 12 e 13, in quel di Iesi, “patria” della indimenticabile, grande Valeria Moriconi.

Si consiglia… di correre a teatro!

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