MINO REITANO: UN EMIGRANTE VINCENTE

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MINO REITANO: UN EMIGRANTE VINCENTE

di Anthony Cormaci (04.02.2009)

La  telefonata é arrivata alle ore 21,15  di un piovoso 27 gennaio al caporedattore della Gazzetta del Sud.

Dall’altro capo del filo il fratello Franco. Poche parole perché il dolore le  trattiene in gola:
Mino é morto un quarto d’ora fa….”

Mino (Beniamino ) Reitano “emigra” da Fiumara di Muro, un paesino a pochi chilometri da Reggio Calabria.

Come tutti gli emigranti costretti a lasciare la propria terra (cara, amata ma crudele ) egli trova, con la sua famiglia, la forza e l’ottimismo per
cercare una vita migliore.

La Calabria
ha visto partire tanti suoi figli, in treno ed in nave, con il mare increspato e le nubi nere. Un fenomeno sociale che ha svuotato la Calabria di belle menti ,di gente generosa, di  bravi artigiani, di artisti, di uomini e donne con in braccio i propri figli ai quali garantire un futuro, lontano dalla terra natìa così bella ed avara.

Un groppo chiudeva la gola e le lacrime scendevano silenziose sulle forti gote degli emigranti,il rollio del bastimento ed il denso umore dei fumaioli “cullavano” la mente ed il cuore lasciati sulla costa che si allontanava sempre di più… mentre  la prua della vecchia nave si dirigeva verso terre lontane e sconosciute, per una nuova vita e per una nuova dignità!

A quindici anni, nel 1959, é già il cantante ed il fantasista del complesso composto da fratelli ed amici.
Una vita, la sua, sempre in salita.

Non emigra solo dalla sua Calabria, ma anche dall’Italia, e con i suoi Brothers si sposta all’estero in cerca di fortuna e di gloria: Svizzera, Belgio e poi Germania.

Canta per gli italiani all’estero, emigranti come lui, pieni di nostalgia e di malinconia.

In un locale di Amburgo si esibisce assieme ad un altro gruppo di ragazzi inglesi (ancora quasi sconosciuti): sono i Beatles ! Nasce un’amicizia e Mino dedica a loro la canzone “Liverpool addio”.

Ormai il piccolo grande ragazzo di Fiumara spicca il volo. Successi in Italia e all’estero,  sue canzoni nella “Hit parade“.

Musicista (é maestro di violino, suona piano e chitarra) ottiene apprezzamenti dal pubblico semplice ed onesto,  anche se spesso é snobbato dai cosiddetti… “intellettuali”.

Tuttavia Mino é come un treno in corsa e sa benissimo che ogni fermata, ogni sosta é importante per ripartire ritemprato e più sicuro, per vincere la battaglia della vita, per non tornare indietro, per lottare per la sua famiglia che lo sostiene, per la gente che lo ama  e lo sprona. (A Fiumara di Muro,il suo paese, il Sindaco dell’epoca  fa spianare una collina per farlo esibire,di fronte ad un pubblico straripante e agli inviati di tutta Italia. E Mino dedica al suo paese una canzone struggente “ Gente di Fiumara”).

Il successo comporta un “trasferimento” al Nord di tutta la famiglia che man mano assume i connotati di una “tribù”. Nasce il “Villaggio Fiumara” che diventa presto un punto di riferimento per molti calabresi ed amici. Tanti i “paesani” e i reggini che si rivolgono a questo villaggio per sentirsi “difesi”,”accettati”, “protetti” ed aver uno  sbocco che la cruda terra brutia non ha saputo offrire.

Mino  porta in giro per il mondo la sua “calabresità” di cui  va orgoglioso, vincendo ritrosie, invidie e… cattiverie.

Entra in contatto con politici, gente di spettacolo, gente umile e personaggi di grande prestigio con la moglie Patrizia al suo fianco, anche come autrice di diversi testi.

Così Mino si sente sicuro (Senza di lei mi sento perduto! ).

Un altro momento indimenticabile della sua vita é l’incontro negli Stati Uniti con il mitico Frank Sinatra, il quale, dopo averlo ascoltato in una brillane performance al pianoforte, gli “assegna” la “patente” di artista internazionale.

L’incontro con  Benedetto XVI, l’8 giugno 2006, lo commuove. Il Papa, guardandolo, gli dice… “Tu sei un uomo buono”.

Un’altra piccola ma significativa soddisfazione: nel corso di una trasmissione con Simona Ventura, Mino riesce a far cantare al padano Bossi ” Italia, Italia” ! …

Lotta con la malattia, subdola, letale che lo debilita, togliendogli man mano la speranza di rivedere la sua tanto amata Terra.

Il male lo sfianca piano piano fino ad averla vinta su questo figlio di Calabria, forte, generoso, sincero e lo sottrae agli affetti dei suoi cari e dei tanti sconosciuti che lo ricorderanno per sempre attraverso le note delle sue dolci e melanconiche canzoni.

Un lungo periodo di sofferenze…. un attestato di affetto da tanta gente semplice…

Un ultimo desiderio inappagato: tornare a Reggio Calabria e cantare al Teatro “Cilea”…

La sua é stata una bella favola, vissuta con umiltà ed amicizia, come era nella sua indole, pronto a donarsi per la comunità.

Forte nella Fede, cattolico convinto risponde così ad un intervistatore, nel giugno del 2008: “Io ho un angelo speciale. Come forse lei saprà io sono cresciuto praticamente senza conoscere mia madre. Però Lei dal cielo ha vegliato su di me.E’ mia madre il mio angelo custode. E poi c’é l’altra Madre: la Madonna, pregatela incessantemente, supplicatela, vogliatele bene. Vedrete che anche nei momenti di dolore e difficoltà, proprio come quello che sto vivendo io, non vi sentirete soli”.

Oggi, tornato alla Casa del Padre che mette fine alle sue pene, parafrasando il titolo della canzone scritta per Ornella Vanoni, gli rivolgiamo questo messaggio :”Una ragione di più”  per volerti bene e per non dimenticarti!

Addio Mino!

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