Il giorno dei morti

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Il giorno dei morti

E la storia di QUI QUO QUA…

di Alagrim (01.11.2008)

Quest’è una storia di… qualche annetto fa: facevamo le elementari e a scuola, per i primi quattro giorni di novembre si prendevano le vacanze.

1° novembre…….. tutti i Santi;
2 novembre………i morti;
3 novembre……… ponte (anche allora, sempre… ingegneri, noi Italiani!);
4 novembre……… anniv. della vittoria nella I Grande Guerra.

L’indomani, il 5, si tornava a scuola ed immancabilmente la maestra (unica!…), sig.na Luigia Sicca ci dettava il solito tema.

Composizione

“Narrate come avete trascorso questi giorni di vacanza”

Svolgimento

La composizione era infarcita delle cose, dei passatempi ingenui dell’epoca che a rileggere, oggi, questi scritti, se ne potrebbe fare come sarebbe naturale, uno studio socioantropologico: tipo, per esempio, che il 1° di novembre era un classico raccontare d’essere stati ad ascoltare la “Santa Messa” (allora alla parola messa, veniva sempre, doverosamente anteposto l’aggettivo “santa”…) e poi si diceva che si era andati con babbo e mamma a fare una passeggiata – chiaramente a… piedi e, magari alla … Villa Comunale- e prima di recarsi a casa per il pranzo, non era mancata la solita visita in pasticceria, per comprare il torrone…

Il 3 di novembre, ponte… si diceva che “ci si era recati (notasi il “recati”, quasi che il verbo andare fosse stato scandaloso…) a far visita alla nonna…

Sì, allora le nonne a cinquant’anni avevano già i capelli tutti bianchi e la crocchia… portavano doverosamente già le calze scure ed anche un po’ spesse, magari un medaglione appeso al collo, con qualche fotografia di qualche morto di famiglia… sì insomma, si andava a far visita alla nonna!

Oggi non si va più a far visita alla nonna, perché la nonna non la si troverebbe in casa.

Giustamente oggi la nonna, al mattino va dal parrucchiere a coprire la “ricrescita, poi fa un salto dalla massaggiatrice, poi il pomeriggio va con le amiche per il bridge, la sera è dedicata, mi pare giusto, al compagno (sì, perché oggi la nonna è doverosamente separata e siccome il sesso fa bene, così si dice, si è fatta il compagno perché l’amore, poi si sa, non ha età).

Erano sempre in casa e col rosario in mano, invece, quelle dei nostri tempi, la simpatiche nonnine, magari anche con i baffetti bianchi sul labbro superiore, a cui il nipotino, all’invito, “Su,Giovannino, bacia la nonna!”, immancabilmente, Giovannino rispondeva “Sì, ma la nonna… punge. E la nonna già un po’ sordastra domandava che avesse detto il biondo pargoletto e al che il figlio pietoso rispondeva: “Mamma, Giovannino ha detto che ti vuole tanto bene!”…

La mia Composizione continuava raccontando che il 4 di novembre, ci si recava a visitare le caserme, aperte al “popolo” per la solenne ricorrenza.

La visita alle caserme, non aveva alcuno scopo né patriottico, né didattico. Era solo il modo che, il genitore accompagnatore prendesse spunto per raccontare per la milionesima volta, episodi della sua vita militare, aggiungendo sempre qualcosa di bello e d’eroico, per esaltarne vieppiù il proprio “ego”.

E torniamo indietro, al 2 di novembre, il giorno dei morti.

E la composizione… “immancabilmente” e “lamentosamente” così… si “trascinava”:

“… Il 2 di novembre, giorno della commemorazione dei defunti, mio padre mi ha portato al cimitero…!!!

Ahiii !!! ……

E qui cadeva inesorabile la mannaia della Signorina Luigia Sicca, Maestra Elementare (unica!!!…).

E veramente UNICA, ma per valore! e perché son fiero d’esser stato scolasticamente, da lei allevato!

Ecco il suo segnaccio di matita blu!

Ricordate la matita rossa e blu? Il rosso, per gli errori veniali, il blu, per quelli… capitali!!!

E poi… sopra la riga, dove avevo vergato il peccato grave “PORTATO!!!”… con inchiostro stilografico verde – oggi introvabile, come le penne stilografiche, salvo se si chiamano Mont Blanc… – la grave sentenza:

MI HA CONDOTTO! Perché, non ti ha portato sulle spalle!!!”

Erano i tempi, sì, che l’Italia era fatta così e… chi l’ha più scordato (“Mi scusi Signorina Sicca… dimenticato… dimenticato… perché è il pianoforte che è scordato!!!), chi l’ha più dimenticato – dicevamo – che il papà non porta, ma… “conduce” al cimitero? E che…

su qui, quo, qua – che non sono i nipotini di zio Paperino! – l’accento non va?

Non voglio suggerire nulla – e non ne avrei il diritto! – ma in questa chiacchierata di ricordi con i miei Lettori, davanti ad un ideale caminetto, vorrei sottolineare che, in questi giorni… sì… dovremmo proprio andarci al cimitero a fare visita ai nostri cari, star lì un po’ con loro e… non solo oggi.

Sì, dovremmo “condurci…” o… portarci (meglio!!! E scusi Signorina Sicca!…), i nostri figli, i nostri nipoti!

Inculchiamogli (pardon, Signorina Sicca…!), inculchiamo loro, il ricordo per le persone che non ci sono più e delle quali loro portano… i “geni”!

E ricordiamoci, che gli archeologi sogliono dire che la civiltà dei popoli antichi, la si nota da quanto essi avessero cura delle tombe, e dal culto ch’essi portavano ai loro Morti!

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