SOLDATI… SI’… SOLDATI… NO…

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SOLDATI…  SI’…  SOLDATI…  NO…

E’ tempo di non nascondersi più dietro al solito dito

di Alfredo Labate Grimaldi (21.07.2008)

Insomma, la vogliamo, sì o no, questa sicurezza?!

E’ inutile predicare e da tutte le parti, che ci vuole finalmente sicurezza e poi si ricomincia a fare i garantisti al mille per cento. Altrimenti, qui qualcuno bara e il gioco, ci pare, si faccia scoperto… Parliamoci chiaro: col garantismo, purtroppo, non si va da nessuna parte. E garantismo e sicurezza sono termini -ahinoi- non coniugabili tra di loro.

Attenzione! Sgomberiamo subito il campo da ogni dubbio e siamo chiari!

Sappiate, che stiamo parlando di “garantismo”, in quell’accezione semantica ove le “garanzie” vengono “viziate” da clausole capziose e bizantinismi vari e così portate ad un grado di esasperazione giurisdizionale, ove lo stesso Diritto rimane bloccato, immobile, incapace di operare. E non stiamo parlando, certamente, di “garanzie costituzionali” alle quali, certo, nessuno è disposto ad abiurare, né tanto meno, a rinunciare!

E questo rimanga ben chiaro!

Quando è esasperato, tutto diviene improponibile. D’accordo, siamo il Paese di Beccaria e ne andiamo fieri, ma la Politica non può essere attività avulsa dalla realtà concreta e operativa, perché è  “Amministrazione della Polis”, amministrazione della “cosa pubblica” e in quanto tale, deve saper essere “pragmatica” e, tanto, da dovere saper scegliere il mezzo giusto, per l’ottenimento del fine. Che è quello del “pubblico bene”.

E se siamo il Paese di Beccaria, siamo anche il Paese di Machiavelli che, in quanto a politica, Signori… ne capiva!

E se il “fine” di una Politica corretta non dev’esser altro che -non v’è dubbio alcuno- il conseguimento del “pubblico bene”, allora, oggi come oggi – i tempi  e le circostanze lo impongono – nulla si deve trascurare per raggiungere un soddisfacente grado di sicurezza, che sia in sintonia con un Paese che voglia chiamarsi civile ed europeo.

E’ di queste ore, la notizia che in Gran Bretagna -Paese certo civile e democratico, ma che non ama indulgere come noi, in sofismi garantisti di maniera- è stata approvata una nuova legge, per la quale, uccidere un ladro che entra in casa propria non costituisce più reato. Chiunque potrà far ricorso all’uso della forza anche nei confronti di chi commette aggressioni in strada. Le nuove norme garantiscono, fra l’altro, anche una maggiore libertà d’azione alla Polizia. Non si potrà invece -e questo oltre che giusto, ci pare ovvio- sparare ad un ladro in fuga.

Ed ora, per favore,  non veniteci a parlare, come sempre, di leggi da Far West, altrimenti la memoria ci corre, subito, poi, ai nostri ragazzi e padri di famiglia in divisa di poliziotto o di carabiniere che… prima di sparare devono, per legge, attendere prima… d’esser sparati!

E’ ormai urgente, noi pensiamo, vedere il problema sicurezza sotto una ottica diversa, nuova e, senz’altro, più in sintonia con i Paesi  partners  europei.

Partendo dalle iniziative più drastiche -quelle che s’usano chiamare a tolleranza zero e che devono obbligatoriamente essere intese solo “a tempo”- per finire a quelle più semplici, a costo, diciamo zero.

Una di queste?
La prima che ci viene in mente.
L’utilizzo, specie nelle grandi città, nei rispettivi quartieri, dello sterminato esercito di Pensionati.

La maggior parte di loro hanno, in media 65 anni, ma con punte minime che toccano anche i 55, 56: età giovanissima, possiamo dire e senza timore di smentite.

Essi possiedono una  esperienza notevolissima e in ogni campo; hanno occhio acuto ed anche una notevole capacità di comprendere le situazioni, derivante dalla esperienza acquisita in vari campi di occupazione e dagli anni di vita. Molti di essi, poi, provengono dagli organici delle Forze dell’Ordine.
E allora, perché lasciarli a giocare a bocce?…
Lo sappiamo, ci sono già i “nonni di città” fuori alle scuole, ma si può estendere il campo di impiego, si può fare, insomma, di più.

Un gettone di presenza o un’altra gratifica anche a titolo simbolico sarebbero bene accolti, ma vieppiù, essi sarebbero felicissimi di far parte a pieno titolo, della Società attiva.

E poi, e poi…

Qui ci si obietterà che quelle che seguono non sono iniziative propriamente a costo zero, ma è proprio il caso di dire che quando è necessario non si debba guardare a spese, perché matrimoni con i fichi secchi, è risaputo, non si fanno.

E non mettete avanti il solito alibi ormai storico che “non ci sono i soldi”, perché rispondiamo che, invece, “non c’è volontà politica”! Altrimenti è il caso di elencare, anzi di “vomitare” i mille e mille indecenti sprechi di danaro pubblico!

Mettiamoci d’accordo! Se i soldi non ci sono, non ci sono neppure per gli sprechi, allora! E a nessuno, credeteci, a nessuno conviene che si apra il discorso degli sprechi di Stato, compiuti sotto ogni governo e di qualsiasi colore: e ormai da un sessantennio, tanto da divenire quasi inveterato costume nazionale!

Allora, dicevamo di alcune iniziative da prendere.

E in primis, stanziamento di fondi per la Magistratura.
Che soffre indicibili, gravi carenze: manca il Personale amministrativo sufficiente, manca… la carta per le fotocopie!… L’Amministrazione della Giustizia è paralizzata e quelli che vi lavorano, giudici in testa, ormai sono eroi: mandati in trincea col fucile, ma senza munizioni!

Ma non è più nemmeno sufficiente il numero dei Magistrati, E allora, concorsi per Magistrati! Che devono rispondere -come tutti oggi gli addetti ad un Servizio pubblico-  a criteri oltre che di qualità, di produttività.

E poi… e poi… concorsi nelle Forze dell’Ordine! Per il numero di reati che cresce in misura esponenziale, come son pochi i Giudici, così son pochi i poliziotti!

Vi siete accorti che sulle strade latitano sempre più? Per non parlare della notte, poi!

E le strade son diventate di esclusiva pertinenza della criminalità, da quella “micro”, spicciola, diciamo così, a quella a… “cinque stelle”.

E che possono fare le nostre Forze dell’Ordine, diteci, come sono da tempo immemore, sotto organico? Compresi i vigili del fuoco, notate bene! E quest’ultimo particolare è semplicemente sconcertante, anzi, sconvolgente! Dovete convenire.

Ed ora una miniparentesi, una provocazione, o meglio, un sasso tirato nello stagno…

Direte che non c’entra con l’argomento. Ma… c’entra… c’entra, se ci riflettete solo un poco.

Sentite!

In relazione ai sempre più frequenti delitti -alcuni tra i più efferati- compiuti da minorenni (dal terribile delitto di Erba, protagonisti due fidanzatini minorenni, allo stupro di qualche giorno fa, autore un minorenne con la sua minigang, ad Ischia), diteci…  pensate che a 17 anni, oggi -e sottolineiamo oggi- si possa ancora classificare “minore”… appunto, un diciassettenne, alla luce di quanto quotidianamente succede, e di cui, spesso, risultano autori proprio i minorenni?…

Non credete che di questo, almeno, si dovrebbe cominciare a discutere? Eh?

Tornando al tema della sicurezza, ora, sia ben chiaro che non abbiamo la minima intenzione di gettare la croce delle responsabilità di questo esasperato garantismo, appunto portato agli eccessi, addosso ad alcuna parte politica.

Non è nostro costume.

Pensiamo ed abbiam detto sempre, che le colpe dei mali d’Italia son vecchie come il cucco ed appartengono a  tutti  e dall’Ottocento in poi.

Ma corre l’obbligo, qui, sottolineare che riguardo a ciò di cui stiamo discutendo -di sicurezza cioè- le sinistre sono tra i colpevoli maggiori, per non aver fatto abbastanza, mai: in nome della vecchia, atavica paura -non sappiamo quanto reale- di un possibile, incombente Stato di Polizia, che sempre hanno temuto realmente, o artatamente sbandierato, come fantasma.

E le sinistre lo sanno bene, che hanno ultimamente avuto quella Caporetto -e ce ne duole assai che non siano rappresentate in Parlamento, anzi la riteniamo assenza grave quanto irreale e per fortuna solo temporanea- proprio per essersi poste lontane mille miglia dai bisogni spiccioli delle persone, inseguendo i fini e sottili teoricismi bertinottiani, appartenenti, ormai, solo alle sue origini e alla sua gloriosa storia. Invece che essere, moderni, attuali, pragmatici, così come voleva, invece, il popolo, in nome del quale… esse dicevano e credevano di parlare!

La Sinistra, quella vera -se ancora esiste- deve finalmente capire che non si servono le classi più disagiate e le frange più deboli della Società (operai, impiegati, pensionati, famiglie monoreddito, invalidi, disabili, disoccupati, giovani, donne, ecc.), continuando a fare dello pseudointellettualismo di sinistra, di maniera ed ormai trito e ritrito.

Sta o non sta, dalla parte dei più deboli?

Ebbene, questi non si sono mai nutriti di teoremi, ma di cose concrete: più soldi per mangiare, per pagare l’affitto, per farsi una casa, per vivere, per far studiare alla pari con gli altri e con le stesse potenzialità i loro figli, per andare anch’essi in vacanza, in una sola parola vogliono dignità che è loro DOVUTA  e  DIRITTI certi!

E vogliono anche SICUREZZA. Perché, sapete, la mancanza di sicurezza colpisce, come tutti i mali, più i poveri che i ricchi!

E allora, sappiamo che alle persone di cui sopra, non frega niente (fregherà agli intellettuali di sinistra… ma quelli hanno la pancia piena e d’estate vanno a Capalbio e non solo…), dicevamo non frega niente se con i soldati nelle strade insieme a poliziotti e carabinieri, siamo vicini alla Colombia -tanto pare sia vero e se vero, è farisaico negarlo-  ma interessa, invece, di non essere scippati della misera pensione all’uscita dalla Posta, interessa alle mogli e alle figlie di non essere aggredite e magari violentate, quando alla sera, tornano dal lavoro e devono prendere un trenino che le deposita in una deserta stazioncina di periferia: dove non c’è nessuno, neppure il bigliettaio, neppure un addetto alla sorveglianza e, credeteci, neppure… la luce, perché l’unico neon del fetido sottopassaggio, ormai non funziona più e nessuno se n’è accorto e se qualcuno se n’è accorto, se n’è fregato come sempre!

Questo significa essere lontani, per le forze politiche di tutte le parti, dalla fatica del vivere quotidiano della povera gente, significa  ignoranza delle cose, esecrabile latitanza, degrado d’una classe politica!

Dobbiamo pensare, forse, che il problema sicurezza, poi, in fondo in fondo, non interessa più di tanto agli addetti ai lavori, perché loro, con le scorte, macchine blu e/o di servizio, mogli che non han bisogno di lavorare e di tornare alla sera a casa con… quel trenino, figli nelle scuole francesi o inglesi con servizio di accompagnamento macchina compreso, body guards privati al loro servizio eccetera, eccetera, non sentono queste esigenze di sicurezza,  tant’è vero che non s’è sentito mai che han scippato  o violentato la moglie d’un politico?…  Non l’abbiamo detto, né l’abbiamo pensato!

Certo è, invece, che quando si vive collocati in un certo tipo di classe privilegiata, è giocoforza che si rimanga isolati dal cosiddetto paese reale.

E’ tempo, quindi, che si affronti con giustizia e veramente in modo bipartisan, il problema della sicurezza.

Ed è veramente tempo che la tolleranza sia “zero”. Non importa a noi a quale cittadinanza appartengano i delinquenti: Italiani… che ne so… Finlandesi,… Rumeni,  zingari o… Làpponi!…

Che la legge sia applicata e che sia uguale per tutti e, soprattutto, senza concettualismi bizantini da trattato di Diritto. E’ la società civile che ce lo chiede!

E’ una domanda prepotente, popolare che sale dai cittadini e che è tempo di non più  eludere.

E  pensiamo, poi, che sia meglio veder circolare per le strade delle nostre città, ronde militari, naturalmente affiancate da regolari Forze dell’Ordine, che… “ronde civili”.

Anzitutto, perché esse sarebbero l’autentico segno tangibile, quasi marchio, anzi, del  malessere e della preoccupazione per una quasi totale mancanza di sicurezza delle nostre città e poi anche perché, sì, esse veramente sarebbero qualcosa di anticostituzionale.

E, peggio, ricorderebbero un “fai da te” ed un “déja vu” con … camicie di ben altro colore.

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