I nostri ragazzi…

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I nostri ragazzi…

cosa pensano, cosa vogliono

servizio di Anthony Cormaci (14.07.2008) 

“In famiglia c’é una tensione da paura….vorrei essere indipendente ..penso un domani con una mia famiglia”.
Così ci ha risposto il ragazzo  G.I di anni 16 della provincia di Venezia, nel corso di una intervista rivolta ai giovani sugli argomenti come la droga, il sesso, la religione, la famiglia, appunto, il lavoro e la politica.”
Abbiamo scelto come  risposta emblematica quella che ci ha colpito particolarmente per la sensibilità dimostrata dal sedicenne di Venezia che avverte questa necessità di un calore familiare che gli manca, di una serenità tra le mura domestiche in un mondo in cui  i valori vanno lentamente alla deriva.
Lo afferma un altro ragazzo (Roberto A. della provincia di Reggio Calabria) con una situazione diametralmente opposta. Roberto “sente” il calore della famiglia e sopratutto fa tesoro degli insegnamenti dei suoi familiari (“Mio nonno mi dice sempre che i giovani stanno perdendo i valori  veri della vita”).
Una ponderata maturità dimostra Corrado P., anch’egli della provincia di Reggio Calabria che sulla questione della droga ci ha dato questa risposta: “Non mi piace la distinzione tra leggere e pesanti. Lo droghe sono infernali! Vorrei più controlli a tutti i livelli e leggi giuste da applicare con severità con il solo distinguo tra spacciatore, da condannare senza sconti, ed il consumatore, da curare perché spesso è solo una vittima indifesa!”
Varie ed articolate le risposte sul sesso: R.B. di anni 14 (ragazza della provincia di Venezia) ha risposto “Credo che questa sfrenata liberazione del sesso sia la cosa migliore..perché facilita anche i discorsi riguardanti questo tipo di argomento con i genitori, in quanto diventa una cosa più normale.. però non credo sia un bene l’abbassamento dell’età della prima volta perché non si é abbastanza maturi a 14 anni per una cosa così!”
Su questa “chiusa” di R.B. concordano Corrado P.(RC),F.P. della Provincia di Roma.
Roberto A. della provincia di RC che aggiunge “Il sesso é una cosa tanto intima e dev’essere vissuto con  tenerezza”.
I nostri ragazzi dimostrano una maturità straordinaria e un’analisi lucida della società.
Società che, con il suo evolversi frenetico e caotico, ha affrettato la “maturazione”di molti e ha stravolto quei ragazzi che non hanno avuto sostegni adeguati in famiglia, nella scuola, nella vita.
Ecco alcune risposte da “adulti” date da  quindicenni e sedicenni: “la politica può fare il bene di una Nazione se condotta da uomini onesti e capaci. Lo spettacolo che ci offrono i politicanti é deprimente”
“La nostra Repubblica é fondata sul lavoro: Ecco il compito primario dei governanti, dopo che si sono “scannati” per le loro poltrone”
(Risposte di Corrado P. da Reggio Calabria di anni 16)
La ragazza R,B; della provincia di Venezia addiritura afferma (e la cosa é purtroppo frequente anche tra gli adulti) “Io odio la politica anche perché non riesco a capirci niente… non me ne interesso e non credo, nel mio futuro, di interessarmene attivamente”.
Di fronte all’argomento “religione” le risposte ci hanno confermato la sensibilità e maturità di questi uomini e donne in erba.
Ecco le risposte di Marko (anni 18 della provincia di Catania): “La religione per me é la guida in ogni cosa. E’ fondamentale in ogni aspetto della mia vita” e quella di Roberto A. (prov. di Reggio Cal): “La religione é importante. Anzi ritengo che tutte le religioni siano da rispettare, anche quelle che non riesco a capire”.
La società cresce bene se i propri figli (cittadini) crescono nei valori e nelle regole.
Gruppi di ragazzi “sbandati” possono formare “gang” che presto da ragazzate passano ad azioni delinqueziali. Le risposte di MARKO  (anni 18 da Catania) é chiara e non ha bisogno di commenti incontrando il plauso dell’estensore e di tutti gli uomini di buon senso: “Come nel caso delle droghe i ragazzi coinvolti in questo fenomeno hanno bisogno di assistenza sociale. Lo Stato ha il dovere di assicurarla a tutti i giovani cittadini”.
I ragazzi d’oggi riescono a superare le inquietudini esistenziali, le tormentate incertezze, pur essendo chiusi, come sono, nella gabbia della precarietà e dell ‘approssimazione ed allora incoraggiamo chi ha imboccato la giusta via e sopratutto noi uomini comuni, noi politici, con le nostre istituzioni, rivolgiamo l’attenzione fattiva verso coloro che ancora non conoscono la giusta via o che da essa si sono allontanati perché possano formare una società migliore di quella dei loro padri!

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