“Uno sguardo dal ponte”…

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“Uno sguardo dal ponte”…

Dal 1908, ancora baracche e favelas in decomposizione!

di Daniela Rindi (24.06.2008)

Non è del libro di Arthur Miller di cui vogliamo parlare, ma delle 3336 baracche indecenti, con tetti di eternit, ancora occupate da 3100 Famiglie nei quartieri messinesi di Camaro, Fondo Fucile e Giostra.
Uno sguardo su questa devastante realtà basta a farci inorridire. Com’è possibile che esseri umani siano ancora costretti, dopo cent’anni dal terremoto che distrusse tutta la città, a vivere in baracche fatiscenti, con impianti elettrici improvvisati e non a norma, con latrine a cielo aperto e  topi che fanno da padroni? Uomini, donne e bambini che vivono peggio degli zingari, presi in giro per un secolo, con la promessa di un alloggio civile! Neanche fossero animali…
La dignità umana qui è calpestata, di più, colpita a morte con una mazza!
Intere famiglie vivono tra i liquami, la puzza d’urina, lo sporco e la miseria, senza essere stata una loro scelta, a un passo da casa nostra… e poi il Governo ci viene a parlare del progetto del ponte di Messina… ma suvvia, abbiate almeno la decenza di tacere!
E andate, invece, a fare un giro a Fondo Fucile prima di parlare di megaponti! Fate fede alle vostre promesse, pensate agli esseri umani, ai bambini che, se non di colera, stanno morendo di tumore a causa dello sfaldamento dei tetti di eternit delle baracche! Imbarazzatevi invece, per questa realtà indecente!
Nemmeno gli stessi abitanti della città, quelli privilegiati, hanno più il coraggio di parlare delle baracche, girano lo sguardo rassegnati e i più sagaci fanno battute sul “tono di colore e lustro” che donano alla zona, altrimenti non si spiegherebbe la loro centenaria presenza! Ottima presenza di spirito, ma non basta.
Laggiù la gente ci muore per davvero, senza avere neanche lo spazio per la cassa da morto!
Un secolo di inciviltà non si può ignorare, non possiamo far finta di nulla, dobbiamo denunciarlo, combatterlo, soprattutto se questo si perpetua a casa nostra, nel nostro cosiddetto Bel Paese e anche se stiamo parlando del fondo dello stivale, arrivare a trattarlo come tale è abominevole!
Diamo uno sguardo giù dal ponte!

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