Cogne, a questo punto…e… spazio BIANCO!

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Uno spazio bianco

Cogne, a questo punto…e… spazio BIANCO!

il Direttore (22.05.2008)

…a questo punto, non c’interessa più se la Sig.ra Anna Maria Franzoni abbia ucciso o no suo figlio Samuele.
Non c’interessa  se lo ha fatto o non l’ha fatto.
Non c’interessa se lo ha ucciso e non ne è consapevole, oppure se lo ha fatto, sa d’averlo fatto e mente.
Ci colpisce, invece, la “Condizione umana”…  la fragilità della condizione umana.
E quello che dovrebbe derivare da questa considerazione: pietà.
Pietà non per Anna Maria Franzoni (se lo ha fatto è giusto che paghi e se non è colpevole la sua mente malata non recepirà appieno la drammaticità di quanto ha compiuto); non per i bambini che, se pur privi della madre -bene primario- avranno l’affetto del papà, dei nonni, il caldo afflato di tutti; nemmeno pietà per il marito che nell’intera vicenda si è comportato esemplarmente -abbia creduto o no all’innocenza di sua moglie- è rimasto accanto alla propria donna, difendendola e difendendone la dignità di donna e madre, per quel che ha potuto(i figli, il lavoro, la vita, in questi casi, aiutano e saprà aspettare).
Non PIETA’, quindi, per i protagonisti che pure, sotto l’aspetto umano, la meriterebbero, ma pietà…… per la vicenda: perché, in questa vicenda, è venuta a soffrire l’intera ed intrinseca nostra condizione umana!
Pietà per la nostra condizione umana, fragile per natura, portata a “rompersi” per un nonnulla, per un contatto che può venire a mancare da un momento all’altro tra due fili microscopici di quella centrale nucleare ch’è il nostro cervello; pietà per quanto facilmente  si possa cadere nella follia ch’è generata da un mostro che sta sempre in agguato in ognuno di noi e che da un minuto all’altro può riemergere in noi… ; pietà per NOI, perché Anna Maria Franzoni, volete o non volete, la consideriate assassina o meno, è una di NOI!
Pietà, perché una razionale consapevolezza ci deve convincere, che sarebbe potuto capitare a noi, a voi, o sì… proprio a te, Lettore che l’hai vista e guardata sempre tenendo il pollice verso contro di lei.
Che ne sappiamo!
Che ne vogliamo sapere!
E Pietà che ci deve condurre al Rispetto!
Rispetto che va esercitato in nome di quella dignità umana che vogliamo, dobbiamo conservare: dignità di uomini che appunto ci comanda rispetto verso coloro che tra di noi, CADONO.
Rispetto che ora pretende a voce urlata… SILENZIO!
Rispetto e Silenzio per una donna che, colpevole o no, è dietro alle sbarre d’una cella: condizione infima per un essere vivente, che in quanto tale è nata libero, per esser libero.
Una donna che, solo per un caso, non è nostra moglie, nostra sorella.
Ed è venuto il tempo, ora, dopo l’impazzare del circo mediatico,… è venuto il tempo di tacere. È venuto il tempo, dicevamo, del Silenzio!
Cominciamo noi ad osservare questo silenzio.
Noi di www.altrastampa.net che proprio perché ci siamo voluti chiamare “ALTRA” stampa, cominciamo, contro ogni primaria regola di buon giornalismo, a NON pubblicare alcuna fotografia.
Al suo posto, Lettori, troverete uno spazio bianco.
Questo “spazio bianco”sarà la più bella fotografia mai pubblicata dal nostro e VOSTRO Giornale!

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